Un'azienda dovrebbe sponsorizzare un pilota quando la sua storia e il suo pubblico sono coerenti con il posizionamento del brand e quando la partnership produce relazioni, contenuti ed esperienze che l'azienda può usare davvero. Non conviene quando l'unico obiettivo è vedere il proprio logo su una carrozzeria senza un piano di attivazione.
Lo sponsor non compra uno spazio, prende una posizione
Sponsorizzare un pilota significa associare il proprio nome a una persona, a un percorso e a dei valori. Il pubblico non ricorda il logo sulla fiancata, ricorda chi ha creduto in quella storia. È per questo che la scelta del pilota conta più della dimensione dello spazio acquistato. Lo sponsorship non è un acquisto. È una posizione.
I vantaggi concreti
Il primo è il posizionamento. Un'azienda che sostiene un giovane del proprio territorio comunica radici, fiducia nel futuro e coerenza. Il secondo sono le relazioni. Una giornata in circuito con i clienti migliori crea un ricordo che una cena aziendale non produce. Il terzo sono i contenuti, perché una stagione offre mesi di storie autentiche per i canali dell'azienda. Il quarto è interno, con dipendenti che si riconoscono in un progetto condiviso.
C'è anche un aspetto economico. In molti casi le spese di sponsorizzazione rientrano tra le spese di pubblicità e risultano deducibili, ma molto dipende da come è strutturato il contratto e dalla situazione dell'azienda. Va sempre verificato con il proprio commercialista.
Quando non conviene
Non conviene quando nessuno in azienda sa cosa farne. Un accordo firmato senza un piano di attivazione resta una spesa, e alla fine della stagione nessuno ricorda perché lo si è fatto. Non conviene nemmeno quando il pilota e l'azienda non hanno nulla in comune, perché il pubblico percepisce subito un accostamento forzato.
Come scegliere il pilota giusto
Si guarda alla coerenza prima che ai numeri. Territorio, valori, pubblico, serietà nella gestione della stagione e capacità di comunicare. Un pilota che si presenta con un dossier curato e obiettivi chiari è un partner su cui si può costruire, indipendentemente dalla categoria in cui corre.
Il ruolo di chi sta in mezzo
Tra un'azienda e un pilota servono spesso una traduzione e una struttura. Capire gli obiettivi dell'impresa, verificare il progetto sportivo, scrivere un accordo equilibrato e seguire l'attivazione durante l'anno. È il lavoro di diagnosi che Nivolar svolge prima di ogni proposta, perché non si vende mai prima di aver capito.
Domande frequenti
01La sponsorizzazione sportiva è deducibile?
In molti casi le spese di sponsorizzazione sono trattate come spese di pubblicità e quindi deducibili, ma il trattamento dipende dal contratto, dalla documentazione e dalla situazione dell'azienda. Serve sempre il parere del proprio commercialista.
02Una piccola azienda può sponsorizzare un pilota?
Sì, e spesso è proprio la piccola e media impresa locale a ottenere di più, perché il legame con il territorio rende la partnership credibile e le attivazioni più vicine ai suoi clienti.
03Come si misura il ritorno di una sponsorizzazione?
Fissando prima obiettivi chiari e misurando ciò che conta per l'azienda, come contatti generati, clienti coinvolti, contenuti usati, percezione del marchio e qualità delle relazioni, oltre ai dati di visibilità.